
PERDONARE O NON PERDONARE?
Ho sempre pensato che perdonare fosse il modo migliore per lasciar dissolvere il karma, lasciare andare le situazioni..ma leggendo un libro mi sono ricreduta ed ho iniziato a riflettere.
Tratto dal libro PNL E’ LIBERTA’, di Owen Fitzpatrick:
…
OWEN: Beh, cosa ne pensi del perdono, allora?
RICHARD: Non mi occupo del concetto di perdono. Non devo perdonare le persone per ciò che fanno: o me ne dimentico perché hanno smesso e ora si comportano diversamente, o me ne ricordo, così da non rimanere fregato un’altra volta. Dire che devo perdonare qualcuno è come dire che devo fare qualcosa. Se sei tu a combinare il casino, perché dovrei essere io a dover fare qualcosa? Se combini un casino, dovresti essere tu a dover fare qualcosa. Non sono io che devo perdonare te. Se ti metti a fare delle cose migliori di quelle che stavi facendo, allora mi dimenticherò di ciò che hai fatto. Non intendo prendere parte a un atto di perdono e penso che tutta questa faccenda del perdono spunti fuori da qualche assurdità cristiana.
Che le persone si dovrebbero perdonare senza che loro cambino davvero. Che si vada da un prete e lui possa dire: “Va bene, i tuoi peccati sono stati perdonati”. Beh, Dio potrà anche perdonarti, ma mica ti dimentica, devi comunque fare qualcosa di meglio in seguito, e io funziono allo stesso modo. Per me, se cambi comportamento e inizi a fare qualcosa di buono, dimenticherò qualsiasi cattivo comportamento precedente.
OWEN: Come fai a farlo?
RICHARD: Non ci pensi più. Pensi alle cose buone che fanno le persone. Ma se qualcuno continua a comportarsi male, mi ricordo di tutto quello che ha fatto. Ma non ho comunque intenzione di starci male, perché non intendo star male a causa dei tuoi errori. Questo è uno dei problemi che affliggono le persone. Dicono: “Oh, ha ferito i miei sentimenti, perciò devo perdonarlo”. Penso che questa sia un’assurdità. È un’assurdità anche solo pensarlo. Io non penso a quello che le persone mi hanno fatto in passato. Qualcuno tira fuori l’argomento e io ci penso, ma non ci penso di frequente. Non c’è alcun motivo di preoccuparsene. Sono loro che hanno combinato il casino, non io, perciò sono loro che dovrebbero fare qualcosa. Penso sia sbagliato che debba essere io a dire: “Ti perdono”, così che possano sentirsi bene dopo che mi hanno sfottuto. Non ci prendo parte e non tiro fuori cose per le quali star male inutilmente. Se cercano di farmi star male, allora sono loro a starci male ogni giorno di più. È così che la vedo. Non riesco a pensare a una punizione peggiore di essere, di fatto, una persona così. Penso sia una cosa che si sistema da sé. Io so essere molto più felice con molte meno cose di loro. Invento qualcosa di nuovo e so cosa passa loro per la testa. Loro debbono mentire a se stessi, io no.
….
Gira e rigira mi ritrovo a lavorare sempre sullo stesso tema: perdonare.
Questo perché la persona in questione appare e ripete i medesimi errori e allora ricordo i torti subiti precedentemente e soffro.
Questa o queste persone non si sono mai scusate, non si sono mai pentite e appaiono fiere ai miei occhi.
Ripetono continuamente gli stessi abusi e io cosa faccio, continuo a subire in silenzio e cambio strada?
Oppure glielo dico apertamente…
Già fatto e mi sono sentita rispondere: “Picche!”.
Allora qual è il comportamento migliore?
Quando perdoni decine di volte una persona, soprattutto se si tratta di qualcuno a te caro, cos’è che devo capire?
Sinceramente non ho una risposta, sono alla continua ricerca di UNA risposta..
Purtroppo certe persone continuano imperterrite a ferire gli altri perché si convincono di essere nel giusto, e allora noi come dobbiamo comportarci? Dobbiamo avere il coraggio di cambiare strada.
E se si trattasse di uno della nostra famiglia, come dovremmo comportarci?
Ogni membro della nostra famiglia è un allenatore, ma arriva il momento nella vita in cui la nostra salute fisica e mentale dice STOP agli allenamenti!!!
Se seguissi il mio istinto chiuderei porte e finestre e lascerei entrare solo chi voglio io, ma nella vita reale come si fa?
Cambiando frequenza.
Innalzati e sorvola, sorridi quando qualcuno ti offende e ti tratta male perché il sorriso è l’unica arma vincente in queste situazioni.
Difficile da mettere in atto, ne sono pienamente consapevole.
Sono soprattutto le persone che feriscono che si nascondono dietro i dettami cristiani del “porgi l’altra guancia”, certo perché a loro fa comodo così.
Vi invito a collaborare, a portare testimonianza di una vostra esperienza in modo da condividerla con tutti noi.
Vi abbraccio uno ad uno,
Barbara
barbaraziletti@libero.it
Ho sempre pensato che perdonare fosse il modo migliore per lasciar dissolvere il karma, lasciare andare le situazioni..ma leggendo un libro mi sono ricreduta ed ho iniziato a riflettere.
Tratto dal libro PNL E’ LIBERTA’, di Owen Fitzpatrick:
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OWEN: Beh, cosa ne pensi del perdono, allora?
RICHARD: Non mi occupo del concetto di perdono. Non devo perdonare le persone per ciò che fanno: o me ne dimentico perché hanno smesso e ora si comportano diversamente, o me ne ricordo, così da non rimanere fregato un’altra volta. Dire che devo perdonare qualcuno è come dire che devo fare qualcosa. Se sei tu a combinare il casino, perché dovrei essere io a dover fare qualcosa? Se combini un casino, dovresti essere tu a dover fare qualcosa. Non sono io che devo perdonare te. Se ti metti a fare delle cose migliori di quelle che stavi facendo, allora mi dimenticherò di ciò che hai fatto. Non intendo prendere parte a un atto di perdono e penso che tutta questa faccenda del perdono spunti fuori da qualche assurdità cristiana.
Che le persone si dovrebbero perdonare senza che loro cambino davvero. Che si vada da un prete e lui possa dire: “Va bene, i tuoi peccati sono stati perdonati”. Beh, Dio potrà anche perdonarti, ma mica ti dimentica, devi comunque fare qualcosa di meglio in seguito, e io funziono allo stesso modo. Per me, se cambi comportamento e inizi a fare qualcosa di buono, dimenticherò qualsiasi cattivo comportamento precedente.
OWEN: Come fai a farlo?
RICHARD: Non ci pensi più. Pensi alle cose buone che fanno le persone. Ma se qualcuno continua a comportarsi male, mi ricordo di tutto quello che ha fatto. Ma non ho comunque intenzione di starci male, perché non intendo star male a causa dei tuoi errori. Questo è uno dei problemi che affliggono le persone. Dicono: “Oh, ha ferito i miei sentimenti, perciò devo perdonarlo”. Penso che questa sia un’assurdità. È un’assurdità anche solo pensarlo. Io non penso a quello che le persone mi hanno fatto in passato. Qualcuno tira fuori l’argomento e io ci penso, ma non ci penso di frequente. Non c’è alcun motivo di preoccuparsene. Sono loro che hanno combinato il casino, non io, perciò sono loro che dovrebbero fare qualcosa. Penso sia sbagliato che debba essere io a dire: “Ti perdono”, così che possano sentirsi bene dopo che mi hanno sfottuto. Non ci prendo parte e non tiro fuori cose per le quali star male inutilmente. Se cercano di farmi star male, allora sono loro a starci male ogni giorno di più. È così che la vedo. Non riesco a pensare a una punizione peggiore di essere, di fatto, una persona così. Penso sia una cosa che si sistema da sé. Io so essere molto più felice con molte meno cose di loro. Invento qualcosa di nuovo e so cosa passa loro per la testa. Loro debbono mentire a se stessi, io no.
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Gira e rigira mi ritrovo a lavorare sempre sullo stesso tema: perdonare.
Questo perché la persona in questione appare e ripete i medesimi errori e allora ricordo i torti subiti precedentemente e soffro.
Questa o queste persone non si sono mai scusate, non si sono mai pentite e appaiono fiere ai miei occhi.
Ripetono continuamente gli stessi abusi e io cosa faccio, continuo a subire in silenzio e cambio strada?
Oppure glielo dico apertamente…
Già fatto e mi sono sentita rispondere: “Picche!”.
Allora qual è il comportamento migliore?
Quando perdoni decine di volte una persona, soprattutto se si tratta di qualcuno a te caro, cos’è che devo capire?
Sinceramente non ho una risposta, sono alla continua ricerca di UNA risposta..
Purtroppo certe persone continuano imperterrite a ferire gli altri perché si convincono di essere nel giusto, e allora noi come dobbiamo comportarci? Dobbiamo avere il coraggio di cambiare strada.
E se si trattasse di uno della nostra famiglia, come dovremmo comportarci?
Ogni membro della nostra famiglia è un allenatore, ma arriva il momento nella vita in cui la nostra salute fisica e mentale dice STOP agli allenamenti!!!
Se seguissi il mio istinto chiuderei porte e finestre e lascerei entrare solo chi voglio io, ma nella vita reale come si fa?
Cambiando frequenza.
Innalzati e sorvola, sorridi quando qualcuno ti offende e ti tratta male perché il sorriso è l’unica arma vincente in queste situazioni.
Difficile da mettere in atto, ne sono pienamente consapevole.
Sono soprattutto le persone che feriscono che si nascondono dietro i dettami cristiani del “porgi l’altra guancia”, certo perché a loro fa comodo così.
Vi invito a collaborare, a portare testimonianza di una vostra esperienza in modo da condividerla con tutti noi.
Vi abbraccio uno ad uno,
Barbara
barbaraziletti@libero.it






