
PRENDIAMOCI CURA DI NOI STESSI
Carissimi amici, è con molta amarezza nel cuore che scrivo questo articolo.
Vi prego di interpretarlo con il vostro Sé più elevato e non con la mente.
Tutto è partito dal fatto che ho suggerito ad un gruppo (di una certa malattia) un libro da leggere, quello del dottor Hamer.
Sono stata insultata perchè hanno creduto che volessi pubblicizzare un libro (caso mai pubblicizzerei il mio e non quello di altri…).
La rabbia con cui queste persone mi hanno aggredito mi ha fatto molto riflettere: alla base di ogni guarigione ci deve essere manifestazione espressa del desiderio di guarire, saranno poi le sincronicità che ci aiuteranno ad avvicinare le persone giuste o sbagliate per aiutarci a guarire, ma NESSUNO lo può fare se NOI non lo desideriamo veramente.
Con questo non intendo dire di non prendere farmaci, di non seguire terapie, anzi…. Ma se ci accostiamo alla malattia considerandola solo una sconfitta o una condanna inflitta dall’alto non ci resta che rimanere nella completa amarezza e sprofondare sempre di più nella rabbia e nel rancore che a lungo andare peggiorano solo la malattia.
Anche Hamer è stato perseguitato per questo e mi accorgo che le persone che NON VOGLIONO guarire tendono ad escluderlo a priori, forse perché ci fa incazzare una persona che ci dice che tutto dipende da noi.
E da chi altrimenti?
Ogni malattia nasce da un nostro conflitto interiore e non è certo piangendoci addosso e aspettando che qualcun altro si occupi di noi che si guarisce!
Dobbiamo innanzitutto comprendere in quale momento ci siamo ammalati perché c’è sempre una causa o shock scatenanti, lavorare poi molto su noi stessi, addentrandoci in noi stessi anche se la cosa potrebbe non piacerci.. e nel frattempo seguire le cure adeguate (ma quelle che NOI scegliamo, non quelle che ci appioppano per far guadagnare le case farmaceutiche).
Insomma, siamo nel 2011 e dobbiamo renderci contro di che meravigliosa macchina sia il corpo umano: ogni sintomo rappresenta un chiaro messaggio che l’Anima ci invia. Ignorare o sopprimere il sintomo non serve ad altro che a spegnere la spia che ci segnala il guasto.
So che ciò che dico darà molto fastidio a molti di voi e vi chiedo scusa per questo, ma vi chiedo solamente: perché non trasformare la malattia in opportunità?
Credetemi chi vi parla non è una persona sana, perché anche io sono afflitta da una pesante patologia, ma non per questo mi arrendo, non per questo incolpo gli altri perché non mi aiutano, non per questo insulto chi mi da dei suggerimenti…sto semplicemente imparando ad amarmi, ad accoglie ciò che arriva con Amore.
Sono consapevole di essere l’unica responsabile di me stessa.
Cerco aiuto da chi IO desidero, non mi butto a capofitto su una persona sperando che si occupi di me… non funziona così.
Almeno questo è ciò che mi ha insegnato la vita.
Da molti anni ricerco, sperimento su me stessa, ho studiato, mi sono documentata e la risposta è sempre stata la stessa: solo dentro di me posso trovare la soluzione.
Allora, impariamo prima di tutto a guardarci dentro, a comprendere che significato abbia la malattia che ho, cosa c’è che mi impedisce di vivere bene la mia vita, poi di conseguenza inizio un percorso terapeutico adeguato, che ho scelto liberamente.
Finchè la rabbia, il rancore e la frustrazione prenderanno il sopravvento non potremo mai guarire!
Barbara
1 commenti:
Buongiorno Barbara, capisco e condivido pienamente ciò che hai espresso a proposito della "responsabilità" del nostro stato di ben-essere o mal-essere.
In francese malattia si scrive maladie e rende più chiaro ancora cosa intendo ossia le-mal-a- dit (il male ha detto) proprio perchè le malattie sono messaggi più o meno forti che la nostra coscienza/anima/sè superiore ci sta dando. Purtroppo la tendenza di oggi è quella di sopprimere i sintomi senza neppure porsi il problema di analizzare il "messaggio" da un'altro punto di vista, che magari ci porterebbe veramente a capire l'origine primaria di questo stato di squilibrio.
Squilibrio è il termine che preferisco anzichè malattia, l'ho fatto mio studiando l'origine delle malattie secondo i testi vedici, dai quali si evince chiaramente che qualsiasi "squilibrio" nasce dall'interruzione o inesatta comunicazione tra la nostra mente e la nostra fonte di "intelligenza" insita nel nostro Dna e ancor prima nella coscienza.
Dire chiaramente ciò a chi sta vivendo un qualche squilibrio, genera molto spesso, anche troppo spesso purtroppo, un'atteggiamento di sospetto quantomeno.....ogni giorno mi s-contro per queste argomentazioni a causa del mio lavoro............e ciò che troppo spesso mi è dato di capire è che per molte persone la malattia è un'alibi solidissimo per evitare di accettare che in qualche modo c'è stato un'errore nel loro comportamento, cita etc......ma altrettanto mi dico che quasi sicuramente coloro che preferiscono rimanere nel loro squilibrio, molto probabilmente hanno ancora bisogno di tempo prima di "prendere-coscienza" del loro "potere".......
Un'abbraccio Brina Brina
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